La magia della ripetizione centellinata

A volte ci avventuriamo nello studio di qualcosa che non fa al caso nostro, e questa è la ragione principale per la quale non riusciamo ad eccellere.

Nella maggior parte dei casi, però, se non riusciamo a raggiungere un obiettivo non è detto che sia l'obiettivo in sé ad essere sbagliato.

Forse, semplicemente non stiamo adottando la giusta strategia.


mi impegno ma non ottengo risultati: il rimedio

Utilizzare una strategia sbagliata inevitabilmente ti porterà al fallimento.

Ma veniamo al punto:

di cosa parliamo quando parliamo di giusta strategia?


Di un concetto semplice, eppure super efficace, che pochi, davvero pochi mettono in pratica:


la ripetizione centellinata nel tempo.


Semplice ma non scontato, perché?

Per 2 motivi principali:

  1. Se fosse davvero così scontato, lo applicherebbero tutti (e non è così)

  2. Non basta ripetere nel tempo, serve farlo bene, serve - come afferma il mio mentore - andare in applicazione


Vediamo quindi l’errore più comune - che stai facendo anche tu se non riesci a raggiungere un obiettivo nonostante l'impegno.


Dopo ci occuperemo invece di come sostenere un’abilità nel tempo nel modo più corretto, attraverso la ripetizione.



ERRORE:


Immagina di voler imparare il russo perché fra un anno sarai a Mosca per uno stage importante organizzato dall'azienda per cui lavori.

Sì, so che di questi tempi può sembrare improbabile recarsi in Russia, ma facciamo finta che stiamo parlando del futuro (roseo, appunto).


Se, entusiasta per questa novità, programmi di impegnarti ogni giorno per 1h al giorno, dopo una settimana (o forse anche meno) avrai già mollato o ti sarai comunque demoralizzato.

Con il risultato che l'idea di saper parlare russo resterà appunto solo un'idea, non una concreta possibilità.


Ti spiego ora perché succede.

Per la prima volta ti stai immergendo in qualcosa per te sconosciuto, non sai ancora se la cosa ti piacerà o meno, ergo se parti in quarta invece di inserire la prima, rischi di stancarti immediatamente, di bruciare il motore.



RIMEDIO:


Come risolvere la questione?

Semplice:

inizia con poco ma fallo in modo costante.


Stai imparando una nuova lingua, un nuovo strumento, una nuova abilità?

Non provare a studiare per un'ora al giorno, comincia con un quarto d'ora, 20 minuti di studio al massimo.


E man mano che farai sempre più tua questa abilità, man mano che il tuo appuntamento quotidiano diventerà un automatismo acquisito, allora ti verrà automatico incrementare il lasso di tempo, e passare quindi da 15 a 25 minuti, poi 30, poi 40 e così via.


Ricordati anche che il tuo cervello registra le sensazioni che hai percepito nel fare una determinata azione. Se inizi a studiare per un tempo maggiore di quello che riesci a sostenere e quindi l'azione diventa pesante e noiosa, il tuo cervello farà più fatica, sarà meno propenso a ripeterla la volta successiva.


Diversamente, se ti sei applicato per poco e hai smesso quando ancora non avevi esaurito le energie ma, al contrario, eri rilassato e carico, il tuo cervello ricorderà quella fame, quella voglia di continuare a studiare.


In conclusione, è meglio fare poco ma tutti i giorni che fare tanto quando capita o quando si ha voglia.


L'incostanza genera conoscenze sparse e di breve durata; la costanza e la giusta applicazione generano conoscenze durature, che col tempo diventeranno innate.

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